Cancro della prostata: quale prevenzione

 

La buona abitudine di rivolgersi all’Urologo dovrebbe essere diffusa anche nei giovani adulti

A cura del Dott. Francesco Pisani

Specialista Chirurgia Generale e Chirurgia addominale ed endoscopia digestiva

La  PREVENZIONE  PRIMARIA  per quanto riguarda  il  cancro   della  prostata  (CP) è quella comune a tutti i tipi di tumore: adozione della dieta mediterranea con prevalente consumo di frutta, verdura, cereali integrali, legumi; diminuito apporto di carni rosse soprattutto se grasse e di cibi ricchi di grassi saturi; abolizione del fumo, controllato consumo di alcolici (un bicchiere di vino al giorno) e attività fisica costante, anche solo mezz’ora al giorno di camminata a passo sostenuto.

La  PREVENZIONE  SECONDARIA  nel caso della diagnosi precoce del CP è  un’arma  formidabile  per  ridurre  al minimo  il  rischio  di problemi  seri  alla  prostata, consiste  nel rivolgersi  al  medico  e  sottoporsi ogni  anno a  una  visita  UROLOGICA  soprattutto se si ha  familiarità per malattie oncologiche della mammella, dell’ovaio, della prostata o se sono presenti fastidi urinari.

Il tumore  della  prostata è attualmente il tumore più diffuso tra gli uomini, conta più di 40.000 nuovi casi all’anno rappresentando il 18,5% del totale dei tumori, un uomo ogni 8 nel corso della propria vita ha la possibilità di ammalarsi di questa malattia e meno di 3 uomini ogni 100 muoiono per tale causa con una mediana di età di morte pari a 80 anni. In  particolare,  sono  gli  uomini  che  hanno  superato  i  50  anni di età a correre i maggiori rischi, non solo per il carcinoma della prostata ma anche per quanto riguarda  l’ipertrofia prostatica.  Per  questo  motivo,  dopo i  50  anni,  l’esecuzione  di  specifici  esami  per  indagare  la  salute  della  prostata è fortemente raccomandata anche in assenza di sintomi, in presenza di un qualsiasi problema alla  prostata o alla sfera genito urinaria.

In generale, tuttavia dobbiamo dire che la buona abitudine di rivolgersi all’Urologo dovrebbe essere diffusa anche nei giovani adulti e ciò in quanto patologie prostatiche non necessariamente oncologiche possono avere conseguenze sia sulla vita sessuale che sulla fertilità maschile. Fatta questa doverosa premessa, andiamo a vedere nel dettaglio quali sono i sintomi cui prestare particolare attenzione e quali sono gli esami utili per valutare le condizioni di salute della prostata. La sintomatologia più frequente è rappresentata da disturbi urinari quali: difficoltà ad urinare (soprattutto all’inizio della minzione), necessità di urinare spesso, dolore durante la minzione, presenza di sangue nelle urine o nello sperma, sensazione di non aver urinato in maniera completa.

Per una  corretta e precoce diagnosi delle patologie prostatiche, l’urologo può avvalersi del dosaggio del PSA (la cui interpretazione è di esclusiva competenza dello specialista in quanto anche bassi valori di PSA non possono escludere il CP), l’esplorazione digito-rettale della prostata, l’ecografia prostatica trans-rettale ed  eventualmente la biopsia della prostata nel caso di sospetto CP. La buona notizia è che il CP è un tumore a lento sviluppo e l’assenza di screening organizzato non è un gap del Sistema Sanitario Nazionale ma una scelta ponderata legata alle eccessive sovradiagnosi possibili con l’esecuzione del PSA che, ripetiamo, deve sempre essere consigliato dallo specialista a seguito di anamnesi, studio della sintomatologia e visita del paziente e non dovrebbe essere inserito fra gli esami di routine.

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