Pietro Nicosia

“Lilt For Women 2020”: monumenti illuminati di rosa in provincia di Catania per ricordare l’importanza della prevenzione nella lotta del cancro al seno

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Già tante le adesioni dei comuni per “colorare” di rosa le città

Prenderà il via come sempre il primo ottobre prossimo, la “Campagna Nastro Rosa LILT for Women 2020”, giunta alla ventottesima edizione, promossa dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero della Salute, che pone al centro dell’intero mese di ottobre la prevenzione del cancro al seno. Per l’occasione, la LILT propone ai comuni italiani l’illuminazione di un proprio monumento di rosa, colore simbolo della lotta contro il tumore al seno, lungo tutto il mese, per ricordare alle donne l’importanza vitale della prevenzione.

In provincia di Catania, hanno già aderito all’appello della LILT etnea i comuni di Adrano, Belpasso, Biancavilla, Caltagirone, Maletto, Mascalucia, Militello in Val di Catania, Mirabella Imbaccari, Paternò, Riposto, San Giovanni La Punta, Scordia e Vizzini, comuni che illumineranno una piazza o un monumento cittadino con il colore della prevenzione.

«Abbiamo colto la sensibilità di diverse amministrazioni comunali della provincia di Catania – dichiara il Presidente della LILT etnea, Aurora Scalisi – e sono certa che entro la fine del mese giungeranno tante altre adesioni a questa iniziativa che non costa nulla, ma che ha un alto valore simbolico».

La “Scacciata per scacciare il cancro” 2020 diventa virtuale

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Niente spettacolo in piazza a Belpasso, ma si può sempre sostenere la LILT di Catania

È stata annullata, a causa della pandemia Covid-19, l’edizione 2020 della “Scacciata per scacciare il cancro”, il tradizionale evento della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Catania e della sua delegazione belpassese, che si svolge ogni anno ad ottobre presso il “Giadino Martoglio” di Belpasso. La LILT non si è certo persa d’animo ed ha subito dato immediato spazio alla creatività ideando la prima edizione della “Scacciata per scacciare il cancro virtuale”.

I partecipanti all’evento delle otto precedenti edizioni e i nuovi potenziali sostenitori, sono invitati dalla LILT a mettersi al lavoro in cucina e a preparare in forma domestica le gustosissime “scacciate” nostrane, scattando alla fine delle belle foto dei loro prodotti, ma anche dei protagonisti e dei degustatori, e trasmetterle alla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Catania tramite mail, Messanger di Facebook o messaggistica Whatsapp, immagini che verranno pubblicate sul sito e sui social (Facebook e Instagram) della LILT. Dell’edizione virtuale della “Scacciata per scacciare il cancro” verrà, inoltre, dato ampio spazio nella Newsletter di novembre – il bollettino trasmesso ogni mese agli oltre 700 soci LILT Catania – con approfondimenti ad hoc che coinvolgeranno chi avrà preparato le scacciate.

La LILT, al contempo, invita quanti aderiranno alla prima “Scacciata per scacciare il cancro virtuale” e, più in generale, gli abituali frequentatori dell’evento ottobrino belpassese, i catanesi, i soci, i volontari, ad effettuare una donazione alla LILT di Catania: il ricavato verrà destinato a sostenere le attività di prevenzione della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Catania e, nello specifico, all’acquisto di un nuovo ecografo necessario alla prevenzione secondaria a favore di tutti gli utenti che ne facciano richiesta. Si potrà donare mediante Iban (sul sito www.legatumoricatania.it le istruzioni)  o, per chi è di Belpasso, o vi si recasse, con versamento diretto presso la sede della delegazione belpassese di via Dodicesima traversa 127, tutti i martedì (dalle 10 alle 12) e i venerdì (dalle 17 alle 19) di ottobre.

«Belpasso non voleva perdere, a causa della pandemia, il principale evento dell’anno che consente di sostenere l’attività della LILT e, cioè, la “Scacciata per scacciare il cancro” – dichiara il delegato della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori per la cittadina etnea, Gino Asero – . Il contributo, oltre che tramite Iban, si  potrà versare di presenza nella nostra sede belpassese, dove i volontari, nel rispetto delle norme di contrasto alla pandemia da covid-19, illustreranno l’attività svolta nel corso dell’anno dalla LILT di Catania e dalla locale delegazione».

Dichiara il Presidente della LILT di Catania, dottoressa Aurora Scalisi: «Come ogni anno la LILT di Catania e Belpasso propongono la “Scacciata per scacciare il cancro”, anche se quest’anno, a causa della pandemia, in maniera diversa. Non cambia l’idea di fondo che è quella di sostenere la LILT e le sue attività di prevenzione, convinti che, tutti insieme, possiamo realmente sconfiggere i tumori».

Convocazione assemblea ordinaria soci LILT Associazione Provinciale di Catania del 28/09/2020

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Convocazione assemblea ordinaria soci LILT Associazione Provinciale di Catania del 28/09/2020

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Tumore della tiroide: in provincia di Catania l’incidenza è maggiore

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La prevalenza del tumore della tiroide è, nella provincia di Catania, maggiore che nel resto della Sicilia e in Italia.  Secondo studi effettuati sul territorio ciò sembra dovuto alla contaminazione delle falde acquifere da parte di metalli pesanti provenienti dall’Etna

A cura del dott. Roberto Ciuni
M.D. Ph.D.
Ricercatore Università di Catania
Dept. Chirurgia Generale e Specialità Medico Chirurgiche
Editorial Board Member: Journal of Thyroid Disorders & Therapy

 

Le patologie tiroidee sono molto diffuse nella nostra regione, endemiche della popolazione siciliana. Tali patologie possono essere divise in benigne e maligne, e anche se non frequentemente, possono essere presenti contemporaneamente. Prestando attenzione alle patologie maligne dobbiamo dire che secondo il registro tumori siciliano l’incidenza dei tumori della tiroide nella provincia catanese è maggiore rispetto al resto della regione:

  • Catania e provincia: donne 31.7 nuovi casi su 100.000uomini 6.4/100.000 abitanti per anno;
  • Sicilia (esclusa Catania) e Italia: donne 12.5 nuovi casi su 100.000; uomini 4.1/100.000 abitanti per anno.

Dall’analisi di questi dati emerge anche che le donne sono maggiormente interessate dalle patologie maligne della tiroide rispetto il sesso maschile. Ora entriamo più nel dettaglio dei tumori maligni della tiroide: questi vengono divisi in ben differenziati (DTC: Differentiated Thyroid Carcinoma) cioè che conservano delle caratteristiche cellulare i intercellulari proprie del tessuto tiroideo da cui originano; e scarsamente differenziati (PDC: Poorly Differentiated Carcinoma), ovvero che non presentano più le caratteristiche tipiche del tessuto di origine (ad esempio difficilmente presentano una proteina della membrana cellulare che consente l’ingresso dello iodio all’interno della cellula).

I tumori maligni della tiroide possono essere ben differenziati o scarsamente differenziati, i primi sono:

  • il carcinoma papillifero, che con la frequenza del 95% circa dei DTC rappresenta la forma più diffusa dei tumori tiroidei, è caratterizzato dalla formazione di papille.
  • il carcinoma follicolare, che si differenzia dalla controparte benigna per l’invasione da parte delle cellule tumorali della capsula e dei vasi linfatici e/o sanguigni; ha una frequenza di circa 2,5% dei DTC
  • il carcinoma midollare della tiroide, che deriva dalle cellule parafollicolari C che hanno un’origine differente dalle cellule tiroidee follicolari, con le quali condividono la “residenza”.

I tumori scarsamente differenziati (PDC)  possono essere delle evoluzioni delle diverse varianti sopramenzionate, o meno frequentemente possono originare direttamente dalla cellula tiroidea sana; queste evoluzioni si accompagnano alla mutazione di proteine cellulari, come la P53 che controlla il ciclo cellulare e alla mutazione del gene B-RAF coinvolto nella regolazione dell’attività cellulare.

Anche il tasso di mutazione presente nella popolazione siciliana è ben diviso da una linea immaginaria: mutazione B-RAF presente nei pazienti con carcinoma tiroideo nella Sicilia orientale è 45.9%, mentre nella Sicilia occidentale è 22.7%. Le cause di tutto ciò non sono ancora ben chiare, anche se secondo studi effettuati sul territorio (a) la contaminazione delle falde acquifere da parte di metalli pesanti provenienti dall’Etna potrebbe spiegare l’epidemiologia di tale malattia; infatti incidenze simili si riscontrano in altre isole vulcaniche attive sparse nel mondo. Come in tutte le malattie, è evidente come la prevenzione gioca un ruolo chiave nella cura di questi tumori, che se ben riconosciuti e trattati in modo corretto non incidono sull’aspettativa di vita dei pazienti.

La prevenzione si basa sullo studio ecografico e sull’ago-aspirato (FNA: Fine Needle Aspiration). L’ecografia del collo è la metodica gold standard per questa malattia in quanto permette di valutare le caratteristiche ecografiche del nodulo e di classificarlo come sospetto o meno (immagine 1). Inoltre lo studio ecografico da informazioni essenziali sullo stato dei linfonodi del collo che potrebbero essere interessati dalle metastasi del tumore.

Immagini ecografiche del carcinoma papillifero della tiroide

L’ecografia è una metodica operatore dipendente poiché l’interpretazione delle immagini è la base della diagnosi, quindi deve essere effettuata da personale esperto.
L’ago-aspirato permette, attraverso una semplice puntura, di prelevare le cellule del nodulo sospetto ecograficamente e di analizzarle al microscopio così da classificare il nodulo con più certezza. L’ecografia, l’agoaspirato e relativo esame istologico consentono al chirurgo di pianificare in modo corretto la strategia operatoria o se utile, sottoporre il paziente a controlli ripetuti nel tempo, evitando quindi interventi per sovra-stadiazione.

La prevenzione attraverso queste metodiche consente di agire il prima possibile e limitare l’estensione dell’intervento chirurgico. Alla luce di quanto detto sopra, è utile sottoporsi a regolari controlli ecografici, nelle donne a partire dei 20 anni in su una volta ogni anno e mezzo circa, mentre per gli uomini si può attendere anche sino ai 25 anni. In ultima analisi, è da affermare che il dosaggio degli ormoni tiroidei e della tireoglobulina non hanno una valenza specifica nella prevenzione delle malattie maligne della tiroide, ma è bene sottoporsi a tali controlli per escludere che non vi siano patologie funzionali della tiroide.

a) Malandrino P et al. Descriptive epidemiology of human thyroid cancer: experience from a regional registry and the “volcanic factor”. Front Endocrinol (Lausanne); 4, 65 (2013).

 

 

Settembre è mese di ripartenza: norme anticovid e prevenzione oncologica

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Settembre deve rappresentare la riprogrammazione delle visite di prevenzione oncologica che possono garantirci una quantità e una qualità di vita migliore

A cura della dott.ssa Aurora Scalisi

(Presidente LILT Catania)

Cari amici e soci LILT, settembre rappresenta per molti di noi la ripresa dell’attività lavorativa anche in questo 2020 molto particolare a causa dell’emergenza Covid-19, mentre pochi altri si apprestano adesso ad un meritato riposo dopo una “calda” estate; per tutti, però, settembre deve rappresentare la riprogrammazione delle visite di prevenzione oncologica che possono garantirci una quantità e una qualità di vita migliore. In questo mese vogliamo ricordare la prevenzione del tumore della tiroide che mostra un trend in crescita soprattutto in Sicilia (qualche studio ha ipotizzato l’azione delle polveri sottili dell’Etna nell’aumentata prevalenza della malattia nella provincia di Catania); anche questo è un tumore per il quale con appropriata visita ed esame strumentale è possibile effettuare una diagnosi precoce o anticipazione diagnostica utile a bloccare la malattia.

Gli ambulatori LILT coprono tutta la prevenzione oncologica grazie a medici specialisti estremamente qualificati che prestano la propria opera senza fini di lucro al solo scopo di migliorare la qualità di vita sul nostro territorio. Le convenzioni della LILT di Catania con altre strutture territoriali per l’esecuzione di esami strumentali che non eseguiamo presso i nostri ambulatori ci permettono, inoltre, una diagnostica a 360° e l’accompagnamento del paziente nel suo percorso di salute.

Ricordiamo dunque:
3 le regole anticovid: mascherina, distanziamento sociale e igiene delle mani;
2 le regole di prevenzione oncologica: corretto stile di vita ed esecuzione di esami di prevenzione secondaria.
Buona vita a tutti!!!

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Per saperne di più sull’attività della LILT:

LILT Catania
Presso Hospice “Giovanni Paolo II” Ospedale Garibaldi – Nesima
Via Palermo, 632/636 (Torre H)
95122 Catania
Tel.: 095/7598457 (lunedì, martedì, mercoledì, venerdì dalle ore 16,30 alle 19,00; giovedì dalle 10 alle 12 – fatti salvi impegni esterni della segreteria)
Cell. 351 863 36 22 (dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 19)
Fax: 095/7598457
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Melanoma: metà degli italiani, in estate non si protegge adeguatamente dal sole

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Foto di Ri Butov da Pixabay

Anche le persone abbronzate devono continuare a utilizzare le creme di protezione solare  

A cura della dott.ssa Aurora Scalisi
già direttore UOC Diagnostica “Oncologica” Asp Catania

Sembra che tutti conoscano la correlazione tra scottature e insorgenza dei tumori della pelle. Tuttavia, da ricerche effettuate, ancora 1 italiano su 2 si scotta, il più delle volte perché pur utilizzando fattori di protezione solari adeguati non segue altri indispensabili accorgimenti… e l’incidenza del melanoma continua a salire, ogni anno in Italia circa 7000 nuove diagnosi e 15.00 decessi.

Le radiazioni ultraviolette provocano non solo danni a breve termine come eritema della pelle accompagnato da prurito e/o bruciore ma anche invecchiamento precoce della pelle per il danno alle fibrocellule muscolari e tumori della pelle, primo fra tutti il melanoma, per il danno più profondo al DNA cellulare; entrambe queste condizioni si manifestano a molti anni dalle scorrette esposizioni. Le creme di protezione solare devono sempre essere utilizzate anche quando si è già abbronzati poichè l’abbronzatura non è di per se una barriera ai raggi ultravioletti che continuano il danno a carico dei tessuti e del DNA.

Nella scelta della crema solare deve sempre essere controllato il fattore di protezione riferito ai raggi UVB, responsabili delle scottature, e quello riferito ai raggi UVA responsabili dei danni più profondi della pelle e per i soggetti a carnagione chiara tale protezione deve essere massima (50+). Se non ci si potrà allontanare dalle zone assolate nelle ore più calde, bisognerà indossare indumenti a trama fitta che proteggano, occhiali da sole con protezione UV 100%, cappello con visiera, cercare l’ombra naturale di alberi, ombrelloni, tettoie e soprattutto applicare i solari in quantità adeguata che, secondo le raccomandazioni europee, è di circa 36 grammi per l intero corpo ricordando che il bagno a mare o in piscina così come il sudore, diluiscono il prodotto fino a farlo scomparire, pertanto l applicazione deve essere rinnovata ogni 2 o 3 ore.

Riepilogando:

  • utilizzare sempre protezione solare adeguata per copertura UVB e UVA, quantità e numero di applicazioni;
  • evitare SEMPRE l’esposizione al sole dalle ore 11 alle ore 15 dove l emissione di raggi UV è massima;
  • proteggere gli occhi con occhiali da sole e cappelli con visiera.

Dopo l’estate parleremo dell azione degli UVA da lettino abbronzante per la persistenza dell’abbronzatura. Per adesso felice estate e… distanziamento sociale, non dimentichiamolo!

Le ricette della LILT di Catania. “Spatola al forno”

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Ricetta leggera e gustosa a base di pesce azzurro

La ricetta che proponiamo riguarda il pesce, ed in particolare il pesce azzurro: la spatola, chiamata anche sciabola, dalla carne bianca e soda molto apprezzata nel Sud Italia. Presenta poche spine e ha un sapore delicato ed un costo che varia, a seconda della regione, dai 5 ai 12 euro al chilo. Classificato come pesce magro particolarmente digeribile, è molto ricco di Omega-3, ha un buon contenuto di proteine, circa 16 grammi, e solo 102 calorie.

Gli acidi grassi Omega 3 sono essenziali per il metabolismo umano e il buon funzionamento delle cellule, specie dei neuroni che contribuiscono anche a  una buona salute di cuore e arterie. La piramide alimentare raccomanda di consumare  pesce 3-4 volte a settimana. Il tutto va condito con olio extravergine di oliva che è ricco di antiossidanti, limone che è ricco di vitamina C e si può accompagnare con verdure fresce di stagione, crude o cotte.

Come tutte le altre ricette della LILT anche questa ricetta è sana, ben equilibrata dal punto di vista calorico e nutrizionale e appetitosa! La “Spatola al forno” ha visto impegnate la dott.ssa Ramona Polizzi e la dott.ssa Mirella Turco,che hanno offerto il loro tempo e la loro preparazione a favore di una nobile causa. Mai più tumori… si può!!!

Tutti in forma con la LILT di Catania. Esercizi di mobilità articolare

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Alcuni semplici esercizi ginnici elaborati per la LILT di Catania dalla prof.ssa Mariella Pavone, docente di Scienze motorie

È impegno della LILT di Catania proporre, oltre a ricette di sana e corretta alimentazione, anche video con indicazioni a semplici esercizi di ginnastica da poter eseguire facilmente anche a casa. Trenta minuti di ginnastica, ogni giorno, non solo possono prevenire tumori, ma, nell’immediato, migliorano la qualità di vita, rendono agili, aiutano a mantenere tonicità, contrastano l’osteoporosi e globalmente migliorano l’aspetto fisico di ciascuno di noi.

La prof.ssa Mariella Pavone, docente di Educazione motoria presso la Scuola secondaria di secondo grado, ha elaborato questi semplici esercizi di mobilità articolare. Si ringrazia di cuore la professoressa Pavone e tutti i volontari che impegnano il proprio tempo e le loro conoscenze per la LILT.
Seguiteci… tutti in forma si può!!!

Sana estate a tutti e che la prevenzione diventi nuovamente consuetudine

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A causa dell’emergenza Covid-19 si è fermata la prevenzione: ognuno di noi ha il dovere sociale di “non dimenticare” gli appuntamenti di prevenzione o di cura

A cura della dott.ssa Aurora Scalisi
Presidente LILT Catania

Cari amici e soci LILT, siamo arrivati alle tanto attese ferie d’agosto che giungono al termine di un periodo complicato, caratterizzato dall’emergenza pandemica. Parliamo ancora di Covid-19 e ancora di cancro, sulla scorta di quanto già sottolineato dal Presidente nazionale LILT, prof. Francesco Schittulli, al Consiglio dei Ministri. Per capire un po’ la dimensione della malattia dobbiamo sapere che nel 2019 in Italia sono stati diagnosticati 371.000 casi di cancro, come dire che ogni giorno ad oltre 1.000 italiani viene effettuata una diagnosi di cancro, è per questo motivo che oggi, nel 2020, oltre 4 milioni di persone vivono avendo avuto nella loro vita già questa diagnosi; a tutto ciò  dobbiamo aggiungere che in questo 2020 a causa della pandemia da Covid, la diagnostica ha subito un rallentamento perchè:

  1. la prevenzione organizzata rappresentata dagli screening per la prevenzione del tumore della mammella, del collo dell’utero e del colon retto, si è fermata;
  2. la prevenzione individuale si è fermata poiché gli ambulatori delle varie strutture ospedaliere e territoriali sono stati operativi solo per le urgenze;
  3. per lo stesso motivo si è fermata anche la prevenzione terziaria di supporto ai pazienti che avevano già avuto una diagnosi di tumore e alcune recidive  sono state diagnosticate tardivamente con le conseguenze relative.

La ripresa delle attività a luglio è andata avanti ancora molto lentamente per garantire il distanziamento sociale e rispettare le linee guida nazionali Covid. Questi ritardi nella diagnostica contrastano con gli enormi passi avanti fatti nella ricerca che hanno consentito in Italia una “guarigione” dalla malattia rappresentata da un tasso di sopravvivenza a 5 anni superiore al 65% che potrebbe anche raggiungere globalmente il 90%.

Dunque… la macchina sanitaria nazionale ha delle criticità che ne rappresentano i limiti, per questo motivo ognuno di noi ha il dovere sociale di “non dimenticare” gli appuntamenti di prevenzione o di cura, individuali o dei propri familiari a garanzia di una vita migliore. La LILT di Catania con i propri ambulatori è sempre attiva e augura a tutti una lieta e “sana” estate!

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Covid-19 necessario recuperare il tempo perduto, evitando una pandemia di tumori

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Foto di USAID da Pixnio

Una patologia, il cancro, che, se fronteggiata come la pandemia da Coronavirus, risparmierebbe decine di migliaia di morti nel nostro Paese

A cura del prof. Francesco Schittulli
Presidente nazionale LILT

Emergenza cancro, con la fase 3 Covid 19, si avverte urgenza di affrontare con determinazione la trascurata emergenza sanitaria oncologica. Una patologia, il cancro, che, se fronteggiata come la pandemia da Coronavirus, risparmierebbe decine di migliaia di morti nel nostro Paese, incidendo sulla comunità anche a livello economico e sociale. Poco più di un anno fa (2018), infatti, le diagnosi di cancro nel mondo sono state di oltre 18 milioni (con una incidenza maggiore per i tumori del seno, polmone, colon-retto e prostata), ed una mortalità di circa 10 milioni di persone, con una guaribilità mondiale complessiva di 43 milioni di persone.

In Italia lo scorso anno (2019) sono stati diagnosticati oltre 371.000 nuovi casi di cancro, vale a dire: ogni giorno a più di 1.000 italiani è stato diagnosticato un cancro e mediamente, ogni giorno, circa 500 persone muoiono di cancro in Italia. Per quest’anno (2020) si stimano che saranno circa 4 milioni gli italiani con un vissuto cancro. È giunto ora il tempo di lottare con fermezza contro questa devastante malattia, sempre più destabilizzante per ogni famiglia. A 4 mesi dalla pandemia Covid 19 sono stati rinviati screening oncologici e controlli clinico strumentali e cure, che comporta minore curabilità, minore guaribilità, maggiori tumori avanzati ed una più alta percentuale di mortalità.

Ora è necessario recuperare il tempo perduto, evitando una pandemia di tumori. Per questo ritengo improcrastinabile il potenziamento della medicina territoriale, attraverso le “sentinelle”, gli intercettatori dei segnali di malattia, capaci cioè di individuare e scoprire i primi segni: i nostri Medici di medicina generale, che inviano i pazienti allo specialista per poi averne cura quando devono seguire le terapie. Di pari urgenza è la incisiva riattivazione degli screening (per i tumori del seno, del colon-retto e dell’utero), anche attraverso il coinvolgimento attivo e diretto dei presidi e delle strutture sanitarie convenzionate-private (come accaduto per il Covid19).

Ed infine, ma non per ultimo, la necessaria drastica riduzione dell’asfissiante burocrazia, che sempre più mortifica pazienti e operatori sanitari. Credo poi che la responsabilità della gestione sanitaria, affidata ai differenti 20 Sistemi Sanitari Regionali manifesti lacune, sofferenze incongruenze e debolezze, avendo perso di vista la singolarità di ogni persona malata, con la sua dignità e la sua fragilità. Di qui la riflessione di una Sanità (custode del bene supremo della persona: la salute) unica e omogenea per tutta l’Italia, riaffidata in tutte le sue articolazioni al Ministero della Salute.

In campo oncologico il nostro Paese ha compiuto enormi passi avanti, tanto da determinare una maggiore guaribilita’ dal cancro. Ma nuove sfide ci attendono, soprattutto a livello genetico ed immunologico, per vincere il cancro. Sappiamo che entro il 2040 il numero dei nuovi casi di cancro salirà a livello mondiale a circa 25 milioni di persone. Ed il tasso di sopravvivenza a 5 anni per tutti i tumori diagnosticati, attualmente in Italia di circa il 65%, potrebbe questa la vera odierna sfida) raggiungere il 90% grazie alle sofisticate innovazioni tempistiche proprie della diagnostica strumentale. E’ un dovere morale dal quale non possiamo e dobbiamo esimerci.